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ARCINEMA 2015

 

In passato scienza, progresso e questione morale, in particolare nel mondo
occidentale, erano fortemente condizionati dal potere della Chiesa che avocava a sé il diritto di stabilirne limiti e modalità.

 

Convinta di essere depositaria della verità, che le derivava dai testi sacri e da una lunga tradizione, la Chiesa sottoponeva al proprio insindacabile giudizio l'attività dello scienziato, come provano i casi di Galileo Galileo e Giordano Bruno.


Questa rassegna cinematografica presenta la vicenda di alcuni protagonisti della scienza, che hanno dovuto far fronte alla presenza di poteri esterni: dalla Chiesa, alla politica, al potere economico.

VENERDI' 4 DICEMBRE ORE 21

 

La giovane scienziata Dian Fossey si reca nel Congo, per svolgere delle ricerche sul comportamento dei gorilla. Avvicina e studia gli animali e di costoro apprende ed imita il linguaggio ed i gesti. Tuttavia il suo lavoro viene osteggiato dalla tribù locale che uccidono i gorilla per rivenderne i corpi, sia da un europeo che commercia per gli zoo. Dian, ormai celebre per le sue ricerche, che hanno consentito di salvare da sicura estinzione questa specie dei gorilla, durante una notte viene misteriosamente uccisa.

La scienziata si era resa conto delle origini profonde dell'instabilità politica, dei conflitti di interesse che esistono fra le varie etnie africane e della crescita anomala delle economie pronte spesso a vendersi al migliore offerente, spesso a scapito anche della conservazione ambientale.

Tratto dall'autobiografia della Fossey, il film descrive con intensità di sentimenti la vita della giovane scienziata, ma tocca anche temi di estrema attualità.

VENERDI' 6 NOVEMBRE ORE 21

 

Essere geniali, in circostanze difficili, può
essere un problema, per gli altri soprattutto. Parte da questa considerazione il lavoro di
approfondimento curioso che Marco
Paolini e Francesco Niccolini hanno
dedicato alla figura di Galileo.
Il padre della scienza moderna, infatti,
appare agli occhi dei contemporanei come
un grande divulgatore dei propri studi, ma
soprattutto come una mente che rimane
aperta al dubbio fino alla fine, fino alla
vecchiaia.
Galileo vive quattrocento anni prima di
noi, in un'epoca governata da certezze e
rigidità di pensiero, ma alcuni elementi
tornano oggi a riaprire il confronto con
quel passato.
Paolini contestualizza il pensiero del
protagonista per chiarire quanto difficile
fosse, nel seicento, sovvertire il pensiero
dominante. Il Galileo che racconta è
umano, precario, accorto alla tasca,
attento a trovare la strada che lo emancipi
dall’insegnamento e che gli permetta di
guadagnare il tempo necessario per
assecondare la sua sete di sapere ed il suo
genio.

VENERDI' 23 OTTOBRE 2015, ORE 21

 

Galileo è un film del 1969 di Liliana Cavani, che racconta la vita e il dramma del grande scienziato. Il fisico italiano studia le stelle con un telescopio da lui perfezionato e dichiara che il Sole è posto al centro dell'universo. Processato per eresia dopo la pubblicazione delle sue teorie, Galileo è costretto ad abiurare. Galileo si rivela così emblema dello scontro tra la libertà di ricerca scientifica ed il diktat imposto dalla Chiesa. Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto tra uomo di cultura e autorità, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico. Il fuoco del film è infatti spostato dall’interesse del ruolo individuale, ai problemi di dialogo e di conflitto sociale che la scienza può portare con sé e rappresenta appieno un atto di accusa contro l'arroganza del potere. Il film, ricco di inquadrature suggestive e con la colonna sonora di Ennio Morricone, viene presentato in prima assoluta alla Mostra cinematografica di Venezia del 1968. Suscita un notevole interesse per l'attualità del tema affrontato e per il dibattito a cui spinge sia la critica che il pubblico.

Prodotto dalla Rai tuttavia non verrà mai trasmesso in televisione, accusato dai censori di avere un impianto anticlericale.

 

VENERDI' 9 OTTOBRE 2015, ORE 21

 

La condanna di Giordano Bruno, uno tra i più innovativi e geniali pensatori della cultura occidentale, arso sul rogo in Campo de' Fiori a Roma il 17 febbraio del 1600, rivive nel racconto di Corrado Augias.


Augias sale sul palco nella veste di se
stesso in uno spettacolo alle prese con
temi ancora di scottante attualità nonostante i secoli intercorsi: la libertà
di pensiero, la laicità dello stato, le
ragioni della scienza, il ruolo delle
religioni.

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